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Incontri Culturali: “LV Ciclo”.

Eugenio Lazzareschi (6-27 marzo).

 

Il LV Ciclo di Incontri Culturali tenuto nel mese di marzo ha celebrato la figura di Eugenio Lazzareschi che, nato a Casteldelpiano, nel 1882, da famiglia di antica discendenza lucchese, dedicò a Lucca e alla sua storia una quarantennale attività, prestata istituzionalmente durante il suo servizio presso l’Archivio di Stato, prima come Funzionario e poi come Direttore. Concluse la sua opera con la morte avvenuta il 3 settembre 1949.

Gli Incontri si sono svolti eccezionalmente presso la Sala di Studio dell’Archivio di Stato di Lucca, gentilmente concessa dall’attuale Direttore Giorgio Tori che, collaborando con la Sede Centrale dell’Istituto Storico Lucchese, ha organizzato le manifestazioni in ricordo del celebre personaggio. I quattro incontri sono stati coordinati dal Direttore della Sede Centrale, Antonio Romiti.

Nel giorno di apertura, sabato 6 marzo alle ore 17,30, Arnaldo D’Addario, Professore Emerito dell’Università di Firenze e già Funzionario dell’Archivio di Stato in Lucca alla fine degli anni quaranta e nei primi Anni Cinquanta, ha parlato di Eugenio Lazzareschi: ricordo di un Maestro di Archivistica e di Studi Storici. D’Addario tra l’altro ha ricordato che “il Lazzareschi ci ha lasciato moltissimi scritti, che rivelano la sua personalità e versatilità culturale e che sono l’esempio di un impegno scientifico, che ancora oggi è un concreto e continuo riferimento agli studiosi italiani e stranieri che conducono ricerche su Lucca e sulla sua storia”.

L’Incontro successivo, sabato 13 marzo, alla stessa ora, Laura Giambastiani, Funzionario dell’Archivio di Stato di Lucca, ha esposto il suo studio su L’opera di Eugenio Lazzareschi nell’archivistica lucchese. La Relatrice ha ricordato come la “ininterrotta presenza per oltre quattro decenni presso l’Archivio di Stato in Lucca, dapprima come Funzionario, poi quale Direttore” abbia “rappresentato un aspetto di grande rilievo, sia per l’Uomo, sia per l’Istituzione, sia per la Città. Se è vero che Lazzareschi profuse un grandissimo impegno nello studio della storia di Lucca, è altrettanto vero che il suo interesse professionale ed originario fu indirizzato all’Archivio di Stato che condusse con grande competenza e con ampia disponibilità”.

Nell’Incontro di sabato 20 marzo, Barbara Allegranti, del Centro Culturale “Diderot”, ha illustrato Le “carte” di Eugenio Lazzareschi. La Relatrice ha evidenziato che l’insieme delle carte “consente di conoscere più a fondo l’attività di studioso di Eugenio Lazzareschi e permette di ricostruire, specialmente attraverso il carteggio, la rete delle relazioni culturali intrattenute con i più noti studiosi e intellettuali del suo tempo”.

In chiusura del Ciclo, sabato 27 marzo, Romano Silva, dell’Istituto Storico Lucchese, ha presentato Eugenio Lazzareschi e la storia dell’arte. Silva ha spiegato che “nel vasto quadro degli interessi culturali di Eugenio Lazzareschi occupa un posto di rilievo la Storia dell’Arte, che egli coltivò sulla falsariga della tradizione di studi rappresentata in particolare da Gaetano Milanesi”.

 

 

Incontri Culturali: “LVI Ciclo”.

L’Aldilà e il vicino Oriente (6-27 novembre).

 

Rispettando l’appuntamento del “sabato”, nel mese di novembre, presso la Sala della Biblioteca “G. Fambrini” dell’Istituto Storico Lucchese, si è tenuto il LVI Ciclo di Incontri Culturali in collaborazione con la Sezione Speciale di Storia della Tanatologia: l’interesse è stato concentrato su L’Aldilà ed il vicino Oriente.

Il Ciclo si è aperto sabato 6 novembre, alle ore 17,30 con la relazione di Maria Vittoria Tonietti, dell’Università degli Studi di Firenze, che esposto un saggio su “Mangio argilla come fosse pane, bevo acqua sporca come fosse birra”. Rituali funebri e culto degli antenati nella cultura mesopotamica. La Studiosa ha illustrato i rituali funebri precisando che “nel pensiero mesopotamico, affinché i morti potessero riposare in pace e il loro spirito entrare a dimorare nel regno di Eregkigal, la dea degli Inferi, dovevano essere collocati sotto terra, nell’emisfero inferiore assegnato all’esistenza dei trapassati”.

Successivamente, sabato 13 novembre, alla stessa ora, Pelio Fronzaroli, dell’Università di Firenze, ha trattato della Preoccupazione per la morte a Ebla, precisando che “i nomi personali che secondo l’antica tradizione dei popoli semitici sono costituiti da piccole frasi contengono riferimenti alla morte di un familiare, al pianto funebre e alla sostituzione attraverso un nuovo nato del parente perduto”.

Durante l’Incontro seguente, sabato 20 novembre, Ida Zatelli, dell’Università degli Studi di Firenze, ha illustrato la Finitezza dell’uomo e morte come negazione del mondo ebraico antico, informando che “la persona si realizza nella vita terrena e la morte è sentita, con disincanto, come la fine naturale di ogni creatura. La speranza dell’uomo biblico era di raggiungere la pienezza della vita e morire “in felici canizie, vecchio e sazio di giorni”.

Nell’Incontro conclusivo di sabato 27 novembre, Franca Pecchioli Daddi, dell’Università degli Studi di Firenze, ha trattato I rituali ittiti dei funerali regi, ricordando che “i sovrani Ittiti, in quanto sacerdoti degli dei di Hatti e intermediari fra il mondo degli uomini e quello degli dei, erano i garanti dell’andamento ordinato del cosmos e del benessere del proprio paese”.

 

 

Corso di Aggiornamento per Insegnanti.

Momenti di Storia Locale (23 febbraio-26 marzo).

 

La Sede Centrale dell’Istituto Storico Lucchese, nei mesi di febbraio e marzo, ha organizzato, nei locali della Biblioteca “G. Fambrini” in Palazzo Ducale, un Corso di Aggiornamento per i Docenti della Scuola Media di primo e secondo grado sul tema Momenti di Storia Locale.

Le lezioni si sono svolte secondo il calendario stabilito dal Consiglio Direttivo. Il 23 febbraio: Laura Giambastiani, L’assetto politico istituzionale del territorio lucchese nel periodo repubblicano. - Il 26 febbraio: Guglielmo Lera, L’antica Vicaria di Coreglia. - Il 28 febbraio: Guglielmo Lera, Il Commissario di Coreglia. – Il 5 marzo: Sergio Nelli, La zona orientale della Piana di Lucca ed i rilievi di Altopascio e Montecarlo. – Il 9 marzo: Claudio Ferri, Valdottavo un paese delle Seimiglia. – Il 16 marzo: Nicola Laganà, Un paese del Vescovo: Santo Stefano di Moriano. – Il 16 marzo: Nicola Laganà, La Brancoleria, con particolare riguardo a Piazza e all’Angelo. - Il 19 marzo: Graziano Concioni, Le pievi di Lunata e Lammari nell’ambito della committenza artistica. – Il 23 marzo: Elena Dinelli, L’antica Pievania di Massa Pisana: economia, territorio ed istituzioni. – Il 26 marzo: Giuliana Puccinelli, Lo schema insediativo della montagna lucchese.

 

 

La città di Lucca a Luigi Boccherini

Inaugurazione del Monumento (21 aprile).

 

Il 21 aprile, in collaborazione con il Comune di Lucca, l’Istituto Musicale “Luigi Boccherini” e il Teatro del Giglio, nella Chiesa di S. Francesco, alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose, l’Istituto Storico Lucchese, per il tramite della Sede Centrale e in collaborazione della Sezione Speciale di Storia della Tanatologia, ha organizzato una imponente manifestazione mirata ad inaugurare il Monumento a Luigi Boccherini (Lucca 1743 - Madrid 1805), opera del geometra Andrea Centoni, dell’architetto Alessandra Ghizzardi e della storica dell’arte Antonella Michelotti, sul quale posa il busto dell’illustre musicista lucchese realizzato dall’Università di Pisa, per iniziativa dell’antropologo prof. Francesco Mallegni.

Dopo l’intervento introduttivo del Presidente dell’Istituto Antonio Romiti, ha preso la parola il Sindaco di Lucca Pietro Fazzi il quale, con convinzione ha puntualizzato che “la grandezza di una città non consiste solo nell’aver dato i natali ai Grandi, ma nella sua capacità di renderli eterni nella memoria”.

A ricordo della importante ricorrenza, è stata inserita all’interno del monumento una targa con la scritta: I resti mortali del musicista lucchese Luigi Boccherini sono stati qui collocati dopo la riesumazione compiuta il 19 settembre 1994 su iniziativa dell’Istituto Storico Lucchese, di concerto con il Comune di Lucca e con la Soprintendenza di Pisa, per verificarne lo stato di conservazione e per effettuare indagini scientifiche. A futura memoria, si pongono nell’urna due monete emesse dalla Zecca di Stato nell’anno 1998. Lucca, nella chiesa di S. Francesco, 21 aprile 1999. (A. R.).

Sul monumento, collocato sulla parete sinistra immediatamente sopra il piano marmoreo di calpestio, sotto il quale giacciono i resti del grande musicista ed eretto affinché se ne abbia una imperitura memoria, è stata collocata una epigrafe appositamente dettata da Guglielmo Lera, Direttore della Sezione delle Seimiglia e destinata a ricordare gli ultimi avvenimenti:

 

Su intervento del Comune di Lucca e dell’Istituto Storico Lucchese

Liberate dall’acqua e dal fango

Le ossa di Luigi Boccherini

Vennero qui ricomposte

A eterna memoria

Del grande Compositore cittadino

Lucca 21 aprile 1999

 

In conclusione della manifestazione, in fronte al Monumento è stata effettuata l’esecuzione della Sonata per violoncello solo e basso in do minore G2bis per opera di Gaetano Nasillo e Michele Tazzari. Nella stessa giornata, alle 17,30, a Villa Bottini, Gaetano Giani Luporini, Direttore dell’Istituto Musicale “Luigi Boccherini” ha reso un prezioso Omaggio a Luigi Boccherini presentando un brano da lui appositamente composto in stile settecentesco, imitando volutamente la musica boccheriniana. Successivamente Antonio Romiti e Gino Fornaciari hanno presentato il volume Luigi Boccherini, a cura dell’Istituto Storico Lucchese. E’ seguita una Tavola Rotonda sul tema Gli interpreti parlano di Luigi Boccherini con l’intervento di Herbert Handt, Gaetano Nasillo e Claudio Scimone con il coordinamento di Gabriella Biagi Ravenni.

Alle 21, al Teatro del Giglio, organizzato dalla Federazione delle Associazioni Musicali Lucchesi, i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone, con la partecipazione del soprano Cecilia Gasdia hanno eseguito di Luigi Boccherini La musica notturna delle strade di Madrid G324 e Stabat Mater per soprano solo e archi; di Francesco Geminiani Concerto grosso il sol minore op. 3 n. 2 e Concerto grosso in re maggiore op. 7 n. 1. e di Domenico Cimarosa Concerto in do minore per oboe e archi.

 

 

Celebrazioni

Centenario della morte di Salvatore Bongi (1899-1999)

 

In occasione del centenario della morte di Salvatore Bongi, l’Archivio di Stato di Lucca e l’Istituto Storico Lucchese hanno promosso una numerosa serie di manifestazioni che sono state anticipate in una conferenza stampa tenuta da Giorgio Tori, Direttore dell’Archivio di Stato e Antonio Romiti, Presidente dell’Istituto Storico Lucchese, assieme a Marina Brogi, a Laura Giambastiani e a Sergio Nelli, Funzionari dell’Archivio di Stato e collaboratori di Giorgio Tori. Il Direttore dell’Archivio di Stato ha chiarito che affrontare Salvatore Bongi non è cosa molto semplice per la molteplicità e la varietà delle opere che ha lasciato; soprattutto ci si dovrà soffermare sul monumentale Inventario che fu destinato alla descrizionedella ricca documentazione conservata nell’Archivio di Stato ma, ad esempio, non si dovrà dimenticare l’edizione delle Cronache di Giovanni Sercambi.

Giorgio Tori ha illustrato le manifestazioni programmte per ricordare la figura di Bongi, in collaborazione con l’Istituto Storico Lucchese e con il sostegno del Comune e della Provincia di Lucca, della Cassa di Risparmio, dell’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere ed Arti, dell’Associazione Industriali e della Cooperativa degli Artigiani di Lucca. Le iniziative, di cui parleremo singolarmente, saranno realizzate fra il 1999 e il 2000.

 

 

Convegno di Studi.

Lucca 1799: due Repubbliche. Economia e Cultura alla fine dell’Antico Regime (Villa Bottini 15-18 giugno).

 

La collaborazione fra l’Istituto Storico Lucchese, il Comune di Lucca e l’Archivio di Stato ha permesso la realizzazione, dal 15 al 18 giugno 1999, del Convegno sul tema Lucca 1799: Due Repubbliche. Economia e cultura alla fine dell’antico regime concretizzato secondo le indicazioni del Comitato Scientifico costituito presso il Comune di Lucca da Gabriella Biagi Ravenni, Maria Adriana Giusti, Silvestro Marcucci, Marco Paoli, Antonio Romiti, Renzo Sabbatini, Giorgio Tori.

“L’anno 1999 ha rappresentato per Lucca e per la sua storia una momento di significativa riflessione”, in presenza della ricorrenza di un grandissimo evento che, senza dubbio, è stato “sconvolgente per la città e per il suo territorio, così come per il resto della penisola e per altri paesi europei” (omissis). I fatti che portarono ad un cambiamento così radicale è sintetizzato in queste poche parole del Presidente dell’Istituto Storico Lucchese, Antonio Romiti, che lasciano comprendere l’importanza delle celebrazioni a ricordo di quell’evento. Il programma ha avuto il seguente svolgimento:

Martedì 15 giugno. Apertura del Convegno. Dopo il saluto delle Autorità: Relazione Introduttiva di Michel Vovelle, Prolusione. - Sessione pomeridiana: La Storia, Presieduta da Antonio Romiti: Regina Pozzi, L’Italia e la Rivoluzione francese: considerazione introduttiva. - Anna Maria Rao, I patrioti napoletani e la Toscana. - Zeffiro Ciuffoletti, Il Granducato di Toscana e la Repubblica di Lucca nella crisi di fine secolo (1799). - Ivan Tognarini, Il “Viva Maria” e le altre insorgenze in Toscana.

Mercoledì 16 giugno. Sessione mattutina: La Storia, Presieduta da Carlo Capra: Francesco Giovannini, Due gennaio, quattro febbraio 1799: un mese di passione nelle testimonianze dei contemporanei. - Bianca Maria Cecchini, Lucca aristocratica, Lucca democratica. Considerazioni di un anonimo lucchese. - Giorgio Tori, Il “Redattore del Gran Consiglio” ed il dibattito politico all’interno del movimento giacobino. - Carlo Mangio, Alcune considerazioni sulla figura e sull’azione politica dell’Abate Ferloni. - Patrizia Benetti, Antonio Severino Ferloni: l’esperienza democratica del 1799 dagli atti dei processi 1800-1801. - Caterina Moncini, L’Abate Jacopo Chelini: il tramonto di un’oligarchia e la “rigenerazione” democratica nelle pagine dello “Zibaldone”. Sessione pomeridiana: La Cultura, Presieduta da Edoardo Taddeo: Marco Paoli su Vecchio e nuovo nell’editoria lucchese al tempo dei governi democratici. - Alessandra Di Ricco, Poesia encomiastica e poesia giacobina nel triennio rivoluzionario. - Monica Angeli, ....Donna il cui carme animi soggioga. - Antonella Cerretini, Un avvenimento epocale visto attraverso gli occhi di un insigne storico lucchese: Lazzaro Papi e la rivoluzione francese.

Giovedì 17 giugno. Sessione mattutina: La Cultura, Presieduta da Guglielmo Malchiodi: Fernando Mazzocca, Alla fine della scuola lucchese: la pittura fra Lucca e Roma. - Marcello Fagiolo, Lucca e l’Europa: le feste nell’età della Rivoluzione. - Maria Adriana Giusti, Architettura e natura nello scenario lucchese di fine Settecento. - Virgilio Bernardino su Musica e istituzioni musicali nell’Italia delle Repubbliche napoleoniche. - Gabriella Biagi Ravenni, Dalle Tasche al Sairà: evoluzione o cambiamento apparente?. - Sessione pomeridiana: La Filosofia, Presieduta Silvestro Marcucci: Giuliano Marini, Resistenza e rivoluzione nell’ultimo Kant (1793-1798). - Massimo Mori, Un ‘sogno’ romantico: l’Europa” (1799) di Novalis. - Carla De Pascale, Diritti e doveri dell’uomo nella rivoluzione del 1799. - Luciana Bellatalla, Prospettive educative nella Toscana di fine Settecento.

Venerdì 18 giugno. Sessione unica: L’Economia, Presieduta da Tommaso Fanfani: Tommaso Fanfani, Considerazioni introduttive. - Renzo Sabbatini, Declino e resistenza di una società di antico regime: l’economia lucchese negli ultimi decenni del ‘700. - Maria Enza Conoscenti, Giovanni Attilio Arnolfini, un protagonista della stagione conclusiva della Repubblica Aristocratica. - Linda Gambini, Mercatura, ascesa sociale e successo politico a Lucca nel ‘700: alcuni esempi. - Franco Della Peruta, Conclusioni.

 

 

Presentazione

Riformagioni della Repubblica di Lucca (1369-1400), Tomo IV (25 giugno).

 

Il 25 giugno, nella Sala Studio dell’Archivio di Stato in Lucca, per la collaborazione fra l’Istituto Storico Lucchese e l’Archivio di Stato, Mario Ascheri, Docente di Storia del Diritto Italiano presso l’Università di Siena e Giovanni Cherubini, Docente di Storia Medievale presso l’Università di Firenze hanno presentato il volume IV delle Riformagioni della Repubblica di Lucca (1369-1400). I due illustri Relatori hanno fornito indicazioni circa l’importanza della trascrizione di questi documenti essenziali per gli studiosi del periodo, evidenziando la scientificità con la quale Giorgio Tori ha condotto il lavoro.

La presentazione dell’opera, pubblicata dall’Accademia Nazionale dei Lincei, ha dato inizio alle celebrazioni per il primo centenario della morte di Salvatore Bongi. Le manifestazioni in onore del celebre personaggio sono state organizzate per essere destinate a protrarsi fino al dicembre 2000.

 

 

Mostra

Salvatore Bongi 1825-1899. La vita e le opere (18 dicembre)

 

Nell’ambito delle manifestazioni previste per celebrare il primo centenario della morte di Salvatore Bongi, l’Archivio di Stato di Lucca e l’Istituto Storico Lucchese hanno organizzato una interessante ed articolata Mostra documentaria intitolata Salvatore Bongi 1825-1899. La vita e le opere. La manifestazione, che si è tenuta negli accoglienti locali dell’Archivio di Stato, è stata inaugurata il 18 dicembre con la partecipazione di un pubblico foltissimo e molto interessato. Alla presentazione, introdotta dal Direttore Dell’Archivio di Stato Giorgio Tori e dal Presidente dell’Istituto Storico Lucchese, ha partecipato con una breve relazione di apertura Gigliola Fioravanti, Capo Divisione Documentazione Archivistica del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Direzione Generale degli Archivi di Stato. Ad illustrazione della Mostra è stato predisposto un analitico catalogo descrittivo.

 

 

Celebrazione

Medaglia per Salvatore Bongi (30 dicembre)

 

Il 30 dicembre 1899 moriva Salvatore Bongi: il 30 dicembre 1999, l’Archivio di Stato di Lucca e l’Istituto Storico Lucchese hanno celebrato la ricorrenza, avvalendosi della professionalità dell’Antico Uffizio della Zecca, con l’emissione di una medaglia bronzea del diametro di 60 millimetri con l’effigie giovanile di Salvatore Bongi, ripresa dal quadro di Enrico Ridolfi dipinto nel 1861, mentre al “verso” è stata inserita una veduta prospettica delle sale di Palazzo Guidiccioni, Sede prestigiosa dell’Archivio di Stato.

Il Direttore dell’Archivio di Stato ha consegnato ufficialmente la medaglia alle Autorità Cittadine intervenute e ha informato che, chi fosse stato interessato all’acquisto, avrebbe potuto rivolgersi direttamente all’Antico Uffizio della Zecca.

 

 

Pubblicazioni

Actum Luce Rivista di Studi Lucchesi, anno XXV, nn,1-2.

 

La Sede Centrale ha pubblicato la Rivista di Studi Lucchesi Actum Luce, anno XXV, 1-2, aprile-ottobre 1996, pp. 1-233 (ed. marzo 1999), contenente i seguenti contributi: Luciana Mosiici, Note sulle arenghe lucchesi di età longobarda. - Michael Edwuin Bratchel, The Malizzardi ser Federighi: a bigamous patrician marriage in late fifteenth-century Lucca. - Vittorio Burattini, Sancta Lucensis Ecclesia. Note per l’identificazione della cattedrale paleocristiana. - Elena Dinelli, Una famiglia di ecclesiastici proprietari terrieri in Lucchesia tra VII e X secolo: gli Auderami de Vaccole. - Alessandra Ghizzardi, Ancora su Matteo Civitali. - Marco Lenci, Nuovi dettagli sull’incursione barbaresca contro Massarosa nel 1565. – Il Volume contiene inoltre le seguenti Rassegne: Costanza Cavalieri, Alfredo Catalani alla luce di documenti inediti. - Raffaele Savigni, Alla ricerca di una nuova interpretazione delle origini del comune rurale: il “campione” lucchese. - Concludono la Rivista le Recensioni, le Schede bibliografiche e la Vita dell’Istituto.

 

 

Strumenti per la ricerca

Gli atti battesimali della Pieve dei Santi Giovanni e Reparata

 

Nella Collana “Strumenti per la Ricerca”, quale quarto volume della serie che fu inaugurata nel 1989, è stato pubblicato lo studio effettuato da Graziano Concioni riguardante Gli atti battesimali della pieve dei Santi Giovanni e Reparata - Bacchetta n. 1 - Lucca 1444-1461, Lucca 1999, pp. I-XII, 1-374.

Come precisato nella Presentazione da Antonio Romiti, il volume illustra “una documentazione di elevata rilevanza che si presta a molte letture e che può essere utilizzata da studiosi di molteplici discipline”. Questa opera offre la possibilità di raggiungere una analitica conoscenza dei “battezzati” a Lucca in un periodo nel quale questa fonte archivistica può essere considerata, a livello internazionale, veramente rara. Si può affermare comunque che si tratta del primo lavoro del genere, di così consistenti dimensioni, reso a stampa in Italia.

 

 

Atto di Donazione

Archivio di Bruno Chrubini

 

Con nota del 17 maggio 1999, Marcello Cherubini, anche a nome del fratello Fabrizio, ha confermato l’Atto di Donazione all’Istituto Storico Lucchese dell’Archivio del proprio padre, Bruno Cherubini, noto storico lucchese che ha dedicato la propria attività di studio particolarmente al territorio di Bagni di Lucca, con la pubblicazione di volumi e articoli che ancora oggi rappresentano precisi e fondamentali punti di riferimento.

Bruno Cherubini, fu docente per molti anni presso le Scuole medie esistenti nelle Colonie Italiane in Africa Orientale. Rientrato in Italia, avendo fissato la propria residenza in Massa, in quella città ricoprì per molti anni la carica di Preside. Durante i mesi estivi si trasferiva a Bagni di Lucca ove conduceva ricerche e realizzava studi.

L’Archivio Bruno Cherubini consiste in diciassette buste, all’interno delle quali sono contenuti documenti relativi a ricerche sulla storia locale. Nelle cartelle si trova molta corrispondenza che si riferisce di massima a persone con le quali Egli dialogava per avere informazioni, suggerimenti, dati e consigli. Questa tipologia documentaria è di notevole rilievo in quanto è testimonianza della realtà culturale nel periodo compreso tra gli anni Quaranta e gli Anni Settanta. L’undicesima busta comprende materiale di carattere didattico e scolastico, mentre la quindicesima conserva materiali attinenti alla città e provincia di Massa e Carrara. Nelle Buste nn. 16 e 17 è sistemata una corrispondenza non familiare, dall’anno 1966 all’anno 1976.

Assieme alle carte è stato donato un Elenco Sommario delle stesse, che ha un valore puramente indicativo e rappresenta un elemento per determinare una prima consistenza. L’Istituto Storico Lucchese, ha ringraziato vivamente Marcello e Fabrizio Cherubini per il prezioso dono e si è impegnato a realizzare un Inventario Analitico in vista di una futura idonea fruizione.